VIETATO LEGARE I VITELLI, LA CORTE UE NON FA SCONTI

Un vitello è legato allorquando è trattenuto da una legatura, qualunque siano il materiale e la lunghezza di tale legatura e le ragioni per le quali l'animale è legato". La Corte di Giustizia delle Comunità Europee ha affrontato una causa sull'interpretazione del verbo «legare» nell'ambito delle norme minime di protezione dei vitelli (Direttiva 91/629/CEE, come modificata dalla Decisione della Commissione 97/182/CE).

La pregiudiziale era stata sollevata da un allevatore olandese penalmente accusato di detenere i vitelli con modalità incompatibili con le disposizioni europee: "i vitelli non debbono essere legati, ad eccezione di quelli stabulati in gruppo che possono essere legati per un periodo massimo di un'ora al momento della somministrazione di latte o succedanei del latte. Se si utilizzano attacchi, questi non devono provocare lesioni al vitello e debbono essere regolarmente esaminati ed eventualmente aggiustati in modo da assicurare una posizione confortevole agli animali. Ogni attacco deve essere concepito in modo tale da evitare il rischio di strangolamento o ferimento e da consentire ai vitelli di muoversi". Dinanzi al giudice del rinvio l'allevatore aveva sostenuto che i vitelli, stabulati individualmente in recinti di mt 2,50 x mt 1,20 provvisti di tettoia, erano legati per il collo con una corda di circa 3 metri di lunghezza e quindi non potevano essere considerati «legati»., data la legatura di una lunghezza di circa 3 metri, che consente loro una certa libertà di movimento.

Di diverso parere la Corte che, nel fornire una interpretazione alla condizione di legatura, ha osservato che nel determinare il significato del verbo «legare», occorre, in mancanza di una corrispondente definizione nella direttiva 91/629 modificata, fare riferimento al senso generale e comunemente ammesso del termine e che, in caso di difformità tra le diverse versioni linguistiche di un testo comunitario, la disposizione di cui è causa deve essere intesa in funzione del sistema e della finalità della normativa di cui fa parte.

Autore / Fonte:

ACCESSO ALLA SEDE DELL’ORDINE

In ottemperanza alle diverse Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 gli uffici della sede dell’Ordine rimarranno accessibili al pubblico solo per appuntamento.
In caso di necessità si invita ad inoltrare una mail all'indirizzo segreteria@ordineveterinaribari.it indicando il proprio nominativo, il motivo della richiesta d’accesso e un numero di telefono attivo.
Per le informazioni di segreteria è attivo il numero telefonico 3516260167 dalle ore 09:00 alle ore 13:00 dal lunedì al venerdì e il martedì e il giovedì dalle ore 15:00 alle ore 17:00.
Il lavoro di segreteria sarĂ  comunque svolto in modalitĂ  smart working.