ENPAV, GOVERNO SI IMPEGNA SU MAGGIORAZIONE 2%

In sede di discussione della Legge Finanziaria 2010, il Governo ha accettato un ordine del giorno formulato dagli onorevoli Gianni Mancuso e Antonino Lo Presti.

L'atto parlamentare impegna l'Esecutivo a valutare le iniziative normative piů idonee a chiarire la questione della maggiorazione del 2%, sulla quale si è pronunciata, a gennaio di quest'anno, la Cassazione.

In particolare, il Governo ha accettato l'impegno "a valutare l'opportunità di adottare iniziative normative volte a chiarire, anche attraverso una riformulazione dell'articolo 12 della legge 12 aprile 1991, n. 136", che su tutti i corrispettivi relativi all'attività professionale e di certificazione prestata dai veterinari iscritti agli albi professionali, anche ove legati da rapporto di lavoro dipendente, convenzionale e di collaborazione con associazioni enti o soggetti pubblici o privati, è dovuta una maggiorazione a carico dei richiedenti la prestazione e che l'ammontare della predetta maggiorazione dovrà essere versata all'Ente dai soggetti tenuti alla riscossione del corrispettivo della prestazione medesima, ossia dal veterinari professionista ovvero dal datore di lavoro in caso di prestazioni rese da veterinari dipendenti".

L'articolo 12 della legge 12 aprile 1991, n. 136, «Riforma dell'Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Veterinari» prevede che sul corrispettivo dovuto per le prestazioni svolte dai veterinari iscritti agli Albi professionali, deve essere applicata una maggiorazione del 2 per cento che grava sul richiedente la prestazione medesima, a favore dell'Enpav.

Mentre il veterinario che svolge attività libero professionale incassa direttamente dal cliente oltre al compenso per la prestazione resa anche la maggiorazione del 2 per cento che è tenuto poi a versare all'Enpav, nel caso di veterinario dipendente è l'Amministrazione, alla quale il professionista è legato mediante rapporto di lavoro subordinato, a farsi carico di riscuotere sia il corrispettivo dell'attività resa dal veterinario a favore del richiedente la prestazione, sia la relativa maggiorazione del 2 per cento che dovrà poi essere versata all'Enpav. Nessun onere economico sussiste in capo alle amministrazioni che sono piuttosto investite del ruolo di sostituti nella esazione di contributi attinenti ad una gestione di previdenza obbligatoria.

La formulazione della norma, spiegano i parlamentari Mancuso e Lo Presti nel loro ordine del giorno, ha dato luogo nel tempo ad interpretazioni ed applicazioni contrastanti.

fonte ANMVIOGGI

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