MUSSI, VETERINARIA RESTA A NUMERO CHIUSO

Il Ministro dell'Università e della Ricerca Fabio Mussi, ha inviato ai Rettori di tutte le Università italiane una propria nota, con la quale li ha invitati a limitare le previsioni del "numero chiuso" alle sole facoltà per le quali questo è previsto per legge (Medicina e Chirurgia, Architettura, Ingegneria e Medicina Veterinaria). Si precisa nella nota che "ogni limitazione del numero degli accessi al di fuori delle fattispecie indicate dalla legge, costituisce una ingiustificata limitazione del diritto allo studio garantito dall'articolo 34 della Costituzione". Nei casi in cui vi fosse previsione di un numero elevato di studenti, il Ministro invita le Università, anziché ricorrere al numero chiuso, ad una "più razionale utilizzazione delle risorse a disposizione", riducendo i corsi attivati, con frequenza non significativa, e duplicando o triplicando i corsi con prevedibile maggiore affollamento. Venerdì scorso, il Ministro Mussi ha firmato i Decreti attuativi del Dm 270/2004, dopo il parere del Cun (Consiglio universitaro nazionale), del Crui (Conferenza dei rettori) del Cnsu (Consiglio nazionale degli studenti universitari) e delle Commissioni parlamentari competenti. I provvedimenti contengono alcune importanti novità: la prima riguarda la fissazione di un limite massimo di esami: 20 per la laurea triennale, 12 per quella magistrale con un ammontare di crediti che non può superare rispettivamente quota 180 e 120. Per le lauree magistrali a ciclo unico il numero massimo di esami è di 30 per i corsi di durata quinquennale e di 36 per quelli di 6 anni; l'altra novità, non meno importante, riguarda l'utilizzo di docenti non di ruolo. Il decreto prevede infatti che almeno il 50% degli insegnamenti previsti in un corso dovranno essere affidati a professori o ricercatori di ruolo dell'ateneo. Questa decisione limiterà di molto la possibilità di istituire nuovi corsi di laurea coerentemente con quanto sempre dichiarato dal Ministro che vuole bloccare la proliferazione di nuovi corsi. Nel 2006/2007 il numero dei corsi delle varie facoltà italiane ha superato il numero di 5.400. " Quest' ultima misura- ha dichiarato il Sottosegretario all'Università, Luciano Modica- pone un limite all'eccessivo numero di professori a contratto utilizzati per coprire corsi di laurea un po' " inventati".

fonte ANMVIOGGI del 20/03/2007

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