FNOVI: No alle lauree professionalizzanti

La FNOVI si è espressa "in merito alle nuove classi dei corsi di laurea ad orientamento professionale" :

   "Tra le fake news di questi giorni giunge notizia di un parere favorevole che la FNOVI avrebbe dato in merito alle nuove classi dei corsi di laurea ad orientamento professionale. La posizione della FNOVI e sempre stata chiaramente contraria ed e ribadita in numerose occasioni nonché nel corso di incontri con la Conferenza dei Direttori di Dipartimento di Medicina Veterinaria.

FNOVI ha recentemente ribadito la propria posizione in risposta ad una richiesta del “Miur - D.G. per lo studente, lo sviluppo e l'internazionalizzazione della formazione superiore” esprimendo il proprio parere contrario.
Nella nota del 15 maggio u.s. si ribadiva che il laureato della Classe professioni tecniche paraveterinarie, così come tratteggiato nello schema di decreto trasmesso, è idoneo ad integrare una fattispecie di abuso di almeno tre professioni sanitarie; quella del:
- medico veterinario;
- tecnico di radiologia medica. Tra i possibili sbocchi occupazionali e professionali si legge che “potranno operare con funzioni di tecnico nei laboratori di radiologia veterinaria”;
- tecnico di laboratorio biomedico. Tra i possibili sbocchi occupazionali e professionali si legge che “potranno operare con funzioni di tecnico nei laboratori veterinari di analisi chimiche e biochimiche.
Proposte di nuovi profili avanzate, contrariamente al parere della FNOVI, da alcune componenti universitarie sono state recentemente respinte dalla Direzione Generale delle professioni sanitarie del Ministero della Salute.
FNOVI ha inoltre osservato che non si potrà acconsentire che le sorgenti dell' abuso si alimentino proprio là dove la professione medico-veterinaria viene abilitata in esclusiva. Per aprire alle nuove professioni, non servono ipotesi come quella in discussione. Ci viene in soccorso la Legge Lorenzin che consente di individuare nuove professioni sanitarie, perchè abbiano funzioni caratterizzanti che impediscano parcellizzazioni e sovrapposizioni con le professioni sanitarie già riconosciute, come la nostra, e con le loro specializzazioni."

 

Autore / Fonte: Staff